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Progettato nei primi anni del Novecento dall' architetto svizzero Arnold Bringolf, che si occupò peraltro delle linee essenziali - l'Hotel Miramare - duecento stanze disposte su sette piani, una grande estensione in senso orizzontale e soluzioni tecnologiche almeno per l'epoca di assoluta innovazione - spiccava soprattutto per la sua facciata ricca di decorazioni neogotiche opera dell'architetto Gino Coppedè, che fu coadiuvato dall' ingegnere Giuseppe Predasso.
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Fra gli statisti, i militari ed i sovrani furono ospiti del Miramare Winston Churchill, Luigi Cadorna, Pietro Badoglio, Margherita di Savoia, i duchi di Windsor e i nobili del Giappone, ma anche emiri, sultani, grandi industriali, scrittori: insomma, quanto di meglio il jet-set di allora potesse offrire. Una piccola curiosità riguarda Guglielmo Marconi. Lo scienziato vi soggiornò nel 1906 per diverse settimane e trasformò la propria suite in un vero e proprio laboratorio di elettrotecnica. Caduto in rovina nel dopoguerra, dopo anni di abbandono, il Grand Hotel Miramare è stato recentemente ristrutturato, riportato al suo antico splendore e trasformato in residenza privata.
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